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L'Illustre Concittadino Alfonso Giorgi

Alfonso Giorgi (1824-1889)

Archeologo e Amministratore

Ferentinate

    Ritratti di Famiglia

   L’origine, i documenti, le genealogie, le alleanze matrimoniali e le vicende della famiglia Giorgi, Roffi e Roffi Isabelli in seguito, rappresentano una parte considerevole dei documenti relativi alla vita pubblica, ma anche privata, di una famiglia influente che ha contribuito alle alterne vicende politiche di Ferentino.

Don Vittorio Giorgi

| Don Vittorio Giorgi |

   Uno dei personaggi di spicco della famiglia è senza dubbio Don Vittorio Giorgi (1760-1820), sacerdote secolare, prozio di Alfonso Giorgi, che è stato l'uomo chiave dell’ascesa economica e culturale della famiglia. Nel ruolo di Confessore entrò in contatto con molte nobili famiglie ferentinati dell’epoca come i Lolli Ghetti e i Filonardi Tibaldeschi. Nel 1793 fu nominato cappellano e amministratore della SS. Consolazione di Anagni e nel 1795 diventò Ispettore Generale delle Truppe a Massa di Campagna e Marittima al seguito delle Truppe Sanfediste napoletane del Cardinale Fabrizio Ruffo di Calabria, esperienza che lo influenzò sotto il profilo culturale.

    Nel 1803 Don Vittorio venne incaricato di ricostruire il muro dell’orto della “Scuola” franato verso S. Lorenzo, confinante con la “Fabbrica della Scuola, Don Vittorio Giorgi, eredi Martini e strada pubblica” (è attualmente l’orto di Palazzo Giorgi con il maestoso muro di Via Ierone). Nel 1819  Don Vittorio acquistò parte del giardino della Scuola dal Venerabile Convento di S. Francesco (passato nel frattempo ai Gesuiti).

   Nel suo testamento del 1° agosto 1820 Don Vittorio dichiara di lasciare la sua intera residenza in Via Consolare al nipote Felice, padre nel 1824 di Alfonso Giorgi.

   Il ramo ferentinate della famiglia Roffi Isabelli proviene da quel Giuseppe Roffi, discendente di Giovan Battista, sindaco del paese ernico nel 1640, che nel 1803 sposa Pacifica Isabelli di Ferentino. Dalla loro unione nasce, il 18 giugno 1804, Pio.

   Giuseppe è un facoltoso possidente terriero di Vico; trasferitosi a Ferentino, poiché sede di Rettore, di Tribunale e di numerosi centri scolastici, acquista una casa insieme al cognato, Don Vincenzo Isabelli, figura importante della Curia Vescovile.

   Alla morte del sacerdote, tramite un atto notarile testamentario del 1843, Pio Roffi, figlio della sorella e di Giuseppe, diventa erede universale dei beni Isabelli con un obbligo: “assumere il cognome dopo il suo”.  Nasce così il cognome Roffi Isabelli.

Vittoria Giorgi

| Vittoria Giorgi |

   E’ questo Pio Roffi, diventato Pio Roffi Isabelli che, nel 1858, sposa Vittoria Giorgi, sorella del nobiluomo Alfonso, illustre ferentinate.

 

   Egli, ricoprirà la carica di consigliere comunale e diventerà Gonfaloniere nel 1851. Nel 1861 verrà anche gratificato dal Papa Pio IX che lo nominerà Cavaliere di S. Silvestro. In questo stesso periodo (1863) si celebra la famosa visita del Papa in Ciociaria e a Ferentino, dove inaugura l’acquedotto voluto dalle amministrazioni Giorgi e Roffi Isabelli.

   Da Vittoria ebbe due figli, Giuseppina e Vincenzo. Vincenzo Roffi Isabelli, nato nel 1859, intraprende anch’egli la vita politica e nel 1881 è eletto consigliere comunale. Nel 1883 è nominato assessore supplente e nel novembre 1889 diventa Sindaco di Ferentino.

   Alfonso Giorgi il 27 febbraio 1888 aveva scritto il testamento con il quale lasciava erede universale il suo unico nipote Vincenzo Roffi Isabelli. In detto testamento Giorgi scrive che “la casa con tutti i suoi manoscritti, frutto dei suoi studi, oltre alla biblioteca e ai medaglieri di stimato valore, sono in favore del nipote Vincenzo”.

   E’ con questo atto che la famiglia Roffi Isabelli entra ufficialmente in possesso dell’ attuale Palazzo di Via Consolare.

   Il nostro Vincenzo, con la consorte Berenice Bramucci  (nipote del Vescovo dell’epoca Gesualdo Vitali) abitava nel Palazzo Roffi di Via Regina Margherita prospiciente la Piazza del Comune. Laureatosi in giurisprudenza, ricoprì  la carica di Sindaco di Ferentino oltre tre lustri. Fu il sindaco del passaggio di secolo, dal 1800 al 1900, e fino al 1920 (data della sua morte), ricoprì anche l’importante carica di Consigliere Provinciale di Roma e, negli ultimi anni, anche quello di Assessore.

Vincenzo Roffi Isabelli

| Vincenzo Roffi Isabelli |

   Durante il suo lungo mandato di Sindaco notevoli furono le opere pubbliche intraprese; ricordiamo la sistemazione del Cimitero cittadino nelle forme che ancora vediamo, le fogne, l’Ospedale Civico e le Carceri Mandamentali. L’opera più importante, però, resta l’illuminazione pubblica. Egli fu l’artefice del passaggio dall’illuminazione cittadina a petrolio all’elettricità.

   Dal matrimonio ebbe sei figli ed il primogenito Pio fu il primo che venne ad abitare nel Palazzo Giorgi, quando convolò a nozze nel gennaio del 1919.

   Nell’agosto del 1914, alla vigilia della Grande Guerra, Pio Roffi Isabelli era stato eletto Sindaco di Ferentino; pur avendo quella alta carica pubblica, egli per il grande amor di Patria, volle partire volontario e nel 1915 è al fronte come sergente dell’82° Reggimento Fanteria. Mantenne, tuttavia, la carica di Sindaco fino al 1920.

   Pio Roffi Isabelli fu uno dei quattro fondatori del Fascio locale nel 1922 e quindi nessun passaggio traumatico ci fu nel passaggio dallo stato liberale a quello totalitario del fascismo.

   La sezione del Fascio ferentinate che apre tra l’agosto e il settembre 1922 occupava locali sull’attuale Piazza Mazzini, di proprietà della stessa famiglia Roffi Isabelli. Oltre Pio gli altri tre membri del primo Direttorio furono Giuseppe Roffi Isabelli, suo fratello, Gaetano Cappucci, e Aureliano De Andreis.

 

    Pio, uomo di grande cultura, laureatosi in giurisprudenza all’Università di Perugia, aveva un carattere molto riservato, introverso e di grande intelligenza.

 

Sala degli Antenati - Foto d'epoca

| Sala degli Antenati - Foto d'epoca |  

   Il fratello Giuseppe era invece l’opposto. Di carattere allegro, scanzonato, vivace, culturalmente meno preparato del fratello era però dotato di carisma, di fede e di fiuto politico. Oltre ad aver fondato il Fascio di Ferentino, fece parte del Direttorio Provinciale fascista di Roma dal 1924 al 1927, ispettore di zona della Federazione Fascista di Ciociaria fino al 1928, segretario politico della sezione locale dal 1923 al 1929, Regio Commissario del Comune nel 1926, infine Primo Podestà di Ferentino dall’aprile 1927 al giugno 1932.

   Pio purtroppo muore giovane nel 1927, a soli 42 anni, e della sua attività politica possiamo ricordare l’interesse per il Consorzio Idrico di Capofiume e del costruendo acquedotto Guarcino-Alatri-Ferentino che ne deriva. Causa la prematura morte l’opera sarà completata dal fratello Giuseppe nel 1928.

   Questa opera, sicuramente importante per il paese e per la riuscita in tempi molto brevi, fu uno dei momenti più alti dell’amministrazione Roffi Isabelli.

   Dal matrimonio di Pio nacque, nel 1920,  Vincenzo Roffi Isabelli. Questi, rimasto orfano di padre a soli 7 anni, fu mandato a studiare nel Collegio di Mondragone, tenuto dai Padri Gesuiti. Chiamato alle armi, nel 1943 fu fatto prigioniero dagli inglesi durante lo sbarco degli alleati in Sicilia. Solo nel 1946 torna a Ferentino, completa gli studi di Giurisprudenza presso l’Università di Roma e attorno alla metà degli anni ’50 si dedica alle attività di famiglia, nel frattempo curate dagli zii.

Giampietro Giorgi

| Giampietro Giorgi |

   Il 26 marzo 2003 lo stesso Vincenzo viene a mancare all’età di 83 anni. Con lui muore l’ultimo dei “possidenti”, termine usato negli anni che furono per indicare chi apparteneva sicuramente ad una classe agiata e notabile.

   Il primo figlio, Pio Roffi Isabelli, eredita il Palazzo Giorgi-Roffi Isabelli, quel che resta della importantissima biblioteca “Alfonso Giorgi”, la collezione epigrafica degnamente studiata, catalogata ed inventariata dal grande T. Mommsen nel suo Corpus Iscriptiones Latinarum  ed il foltissimo archivio privato di una famiglia che, bene o male, ha contribuito a fare la storia di Ferentino negli ultimi quattro secoli.

 

Maggiori approfondimenti:

Storia della Famiglia Completa (Pdf)

Storia di Alfonso Giorgi

 
             

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